Laboratori

Obiettivo

Insegnamento esperienziale

Durata laboratori

360 ore (in 3 anni)

Modalità

In presenza a Roma

Introduzione

L’intero percorso formativo si apre con un laboratorio, stabilendo sin da subito il valore fondamentale della dimensione esperienziale e immersiva. Le tematiche affrontate nei laboratori spaziano tra diverse discipline artistiche e teoriche descritte in questa pagina.

I laboratori esperienziali sono finalizzati a sviluppare, oltre alle competenze proprie dell’Art Counseling, una sensibilità artistica profonda e consapevole, elemento chiave dell’approccio di OMANUT.

Nel gruppo, ogni gesto si moltiplica, ogni voce si rifrange: l’incontro con l’altro diventa rivelazione, luogo fertile di trasformazione cognitiva ed emozionale.

Descrizione

Musica come soglia: suono, gesto e trasformazione La musica, in OMANUT, non è tecnica o performance, ma gesto incarnato, ascolto profondo, relazione viva. In questo laboratorio – guidato da due figure di riferimento internazionale – il suono diventa specchio del sé e spazio di connessione con l’altro. Non serve “saper suonare”: ciò che conta è la disponibilità a lasciarsi attraversare dal suono e trasformarlo in gesto poetico, narrazione, presenza. Tra pratiche gestaltiche, improvvisazione e ascolto condiviso, si esplora la musica come esperienza trasformativa, capace di dare forma al sentire. Il suono precede la parola. Il ritmo precede il pensiero. La musica è la soglia dove il gesto incontra il desiderio.

Moduli

Modulo I anno: Schubert: Anatomia dell’erranza, disegno di una luce fragile
Modulo II anno: Robert Schumann: l’altro in me
Modulo III anno: I bemolli sono blu: Debussy ed il mistero sinestesico

Bibliografia
  • Miles Davis – con Quincy Troupe- : Miles. L’autobiografia (Minimum Fax )
  • Eugenio Barba: La corsa dei contrari (Edizioni di Pagina)
A cura di

Cristina Barbuti Lonquich

Musicista, concertista, art counselor, arteterapeuta, formatrice AICo

Alexander Lonquich

Pianista, direttore d’orchestra, didatta internazionale
Descrizione

“Thus with a kiss I die.” William Shakespeare, Romeo and Juliet

In questa frase abita la vertigine dell’amore: desiderio e perdita, fusione e fine. Il laboratorio esplora scenicamente il sentimento amoroso, intrecciando il pensiero lacaniano con l’approccio esperienziale della Gestalt. Non si tratta di definire l’amore, ma di incarnarlo nella voce, nel gesto, nell’immaginario. Un’indagine poetica e corporea sulla mancanza, sull’altro – reale o fantasmatico – che abita ogni relazione. Attraverso teoria, composizione scenica e lavoro esperienziale, si attraversano i paradossi del desiderare, del mancare, del dire senza poter spiegare.

Moduli

Modulo I anno: Il desiderio come scena interiore
Modulo II anno: La relazione amorosa e i suoi sintomi
Modulo III anno: Drammaturgia dell’essenza: amore, perdita, rinascita

Bibliografia
  • William Shakespeare: Giulietta e Romeo (Feltrinelli – Universale Economica)
  • Frank Kafka: Lettere a Milena (Oscar Mondadori Cult)
A cura di

Cristina Barbuti Lonquich

Musicista, concertista, art counselor, arteterapeuta, formatrice AICo

Tommaso Lonquich

Psicoanalista lacaniano, clarinettista, performer
Descrizione

Un viaggio in tre tappe, tre soglie, tre visioni: il corpo come gesto che conosce, interroga, si trasforma. In questo laboratorio, la presenza diventa paesaggio, il movimento si intreccia con luce, spazio, memoria e sguardo.
Non si cerca una forma, ma una qualità percettiva capace di trasformare il gesto in esperienza sensibile e simbolica. Il corpo attraversa l’alterità – oggetti, ombre, spazio, ricordi – e in questo incontro si fa rito, ritmo, racconto.
Un’esplorazione radicale in cui ogni respiro lascia una traccia, ogni azione una risonanza.
Perché il corpo, prima di tutto, è voce che non ha bisogno di parole.

Moduli

Modulo I anno: Corpo e presenza: mappatura del gesto autentico
Modulo II anno: Corpo e spazio: composizione e improvvisazione
Modulo III anno: Corpo come memoria: performance e testimonianza

Bibliografia
  • Didier Anzieu: L’io pelle (Raffaello Cortina Editore)
  • Jean-Luc Nancy: Corpo (Mimesis Edizioni)
A cura di

Gloria Dorliguzzo

Coreografa, danzatrice, artista interdisciplinare
Descrizione

C’è una voce che nasce prima del pensiero, un suono che abita il corpo e genera relazione.
In questo laboratorio, la voce è esplorata come gesto incarnato e drammaturgia vivente.Dal radicamento corporeo alla consapevolezza scenica, il percorso accompagna gli studenti in una ricerca sulla voce come atto poetico, politico, emotivo. Si lavora su respiro, movimento, ascolto, parola e silenzio, fino alla costruzione di una drammaturgia vocale personale e relazionale. La voce, in OMANUT, è molto più che tecnica: è linguaggio dell’anima, espressione dell’identità, strumento di cura e trasformazione.

Moduli

Modulo I anno: Il gesto e la parola
Modulo II anno: I linguaggi della voce
Modulo III anno: Le drammaturgie della voce

Bibliografia
  • A voce spiegata. Diario di bordo sulle rotte della vocalità (Casa Usher)
  • André Leroi-Gourhan : il gesto e la parola (Mimesis Edizioni)
A cura di

Francesca Della Monica

Cantante, performer, ricercatrice della voce
Descrizione

“Non c’è fine al mio stupore, al mio tacerlo.
Ascolta come mi batte forte il tuo cuore.”
Wisława Szymborska

Il laboratorio si propone come un percorso intensivo di esplorazione del confine tra presenza scenica, parola e silenzio, tra corpo e musica, tra atto e intenzione. Non uno spazio dove si insegna l’arte, ma un luogo dove l’arte si abita e si interroga, dove non si guida l’altro ma si entra in risonanza. Ogni gesto non si costruisce, ma si rivela nella sua necessità, come tracciato di una mappa interiore fatta di memoria, desiderio e verità. Attraverso pratiche di ascolto, scrittura sensibile e lavoro scenico, il partecipante è guidato a riconoscere il proprio spazio interiore e a portarlo nel mondo come gesto autentico. La scena si fa allora luogo poetico, etico e trasformativo: non solo teatro, ma rivelazione. Nel cuore di questo processo, l’Art Counselor impara a stare sull’orlo, dove il corpo parla e la parola vacilla, dove l’arte diventa cura, relazione e verità.

Moduli

Modulo I anno: Poiesis e presenza: il gesto narrante
Modulo II anno: Espressione simbolica e costruzione d’immagine
Modulo III anno: Scena come luogo di poetica soggettiva

Bibliografia
  • Giorgio Colli: La nascita della filosofia (Adelphi)
  • Peter Brook: La porta aperta (Piccola Biblioteca Einaudi. Nuova serie)
A cura di

Cristina Barbuti Lonquich

Musicista, concertista, art counselor, arteterapeuta, formatrice AICo
Descrizione

Le pitture rupestri della preistoria rappresentavano il cielo, poi il paesaggio circostante. Nella prima modernità arrivò il ritratto e infine, dal Novecento, ad essere rappresentato fu il pensiero. Ricalcando il movimento dall’esterno all’interno della storia dell’arte, si immagina un viaggio che attraversi i vari livelli di visione e sensazione, che ne definisca i confini per poi confonderli e restituirli sotto forma di immagini fisse e in movimento. Come un’appendice del nostro corpo, il dispositivo (lo smartphone in questo caso) si fa prolungamento, più di un cine-occhio di vertoviana memoria, un cine-corpo che attraversa gli strati del sensibile e ne disegna una forma simbolica o narrativa. Attraverso un lavoro di propriocezione e di analisi dello sguardo, gli allievi saranno accompagnati in un percorso che liberi e trasformi la propria energia creativa in una rinnovata idea di arte.

Moduli

Modulo I anno: Immaginare le emozioni: forme, colori, tracce
Modulo II anno: Mappature simboliche dell’interiorità
Modulo III anno: L’immagine come strumento di trasformazione emotiva

Bibliografia
  • Andrei Tarkovskij – Scolpire il tempo (Istituto Internazionale Tarkovskij)
  • Rudolf Arnheim – Arte e percezione visiva (Feltrinelli)
A cura di

Marzia Maestri

Storica dell’arte, artista visiva, esperta di linguaggi crossmediali
Descrizione

In un mondo in cui l’identità professionale si intreccia sempre più con la propria presenza nel mondo – reale e digitale – il laboratorio accompagna gli studenti in un percorso di esplorazione e definizione del proprio posizionamento come Art Counselor. La comunicazione non è solo un insieme di strumenti, ma un atto creativo e profondo, specchio del proprio desiderio e delle proprie scelte. Partendo da questa visione, gli studenti saranno guidati a riconoscere e raccontare ciò che li rende unici, definendo il proprio stile comunicativo in coerenza con la loro autenticità, sensibilità estetica e visione del mondo. Il laboratorio, di natura esperienziale e interattiva, unisce strumenti di comunicazione strategica, elementi di storytelling, consapevolezza dell’identità professionale e utilizzo consapevole dei media (con particolare attenzione ai social), per costruire una presenza che non sia solo visibile, ma significativa, coerente, etica e trasformativa. Il laboratorio alterna momenti teorici, pratiche riflessive, esercitazioni in gruppo e feedback individuali. Non si lavora “per apparire”, ma per emergere come si è, mettendo in luce l’essenza del proprio approccio attraverso una comunicazione sentita, consapevole e libera da modelli preconfezionati.

Moduli

Modulo I anno: Identità professionale: chi sono e come mi racconto
Modulo II anno: Etica e coerenza tra immagine e pratica d’aiuto
Modulo III anno: Comunicazione integrata e posizionamento professionale

Bibliografia
  • Noreena Hertz, Il secolo della solitudine. L’importanza della comunità nell’economia e nella vita di tutti i giorni. Il Saggiatore 2021
  • Sherry Turkle, Insieme ma soli. Perché ci aspettiamo sempre più dalla tecnologia e sempre meno dagli altri. Einaudi 2019
A cura di

Fabrizio Efficace

Esperto di comunicazione e posizionamento digitale per professionisti
Descrizione

Tra i Maya dello Yucatan questo è il saluto del mattino tra chi si incontra negli angusti vicoli di San Cristobal (Chiapas, Messico) oppure camminando tra i sentieri scoscesi delle montagne de Los Altos de Chiapas. Cuore vuol dire emozione, energia vitale, equilibrio, rapporto con gli altri e molto di più. Il cuore si può rompere, può essere rubato, a volte si perde. In questo laboratorio ci inoltreremo nelle varie sfaccettature linguistiche, socioculturali, gestuali dell’idea di cuore e di emozioni per scoprire che non sono concetti universali, ma di come la storia, personale e collettiva, le modellino a seconda di latitudini e longitudini. Scopriremo quali sono le giuste note, i passi di danza, le parole e i gesti per “aggiustare” o “recuperare” un cuore spezzato, e chi ha la capacità di farlo in area Maya. Le note a margine del diario antropologico saranno utili per costruire una geografia delle emozioni e per trovare la giusta strada per arrivare, come counseling, ai cuori spezzati, rubati o perduti di chi vive in terre altre e di chi, dopo un lungo viaggiare, ha scelto l’Italia come terra del presente e del futuro.

Moduli

Modulo I anno: Geografie delle emozioni. Riti e ritualità
Modulo II anno: Antropologia partecipata e pratiche collettive
Modulo III anno: Costruzione di proposte trasformative tra arte e relazione d’aiuto

Bibliografia
  • Dipo Faloyin, L’Africa non é un Paese, Altrecose ed. 2024
  • Maria Cristina Manca, “‘Yassaba’ or the Fear of Being Abandoned. Health Promotion Messages and Local Meanings in Guinea”, Anthropology in Action, 24, no. 2 (Summer 2017): 9–14
A cura di

Maria Cristina Manca

Antropologa, ricercatrice in contesti multiculturali
Descrizione

“La verità ha struttura di finzione.” Jacques Lacan

Nel percorso di OMANUT, il laboratorio condotto da Leo Muscato è un’occasione formativa straordinaria: lavorare con uno dei registi più autorevoli del panorama teatrale italiano significa entrare in contatto con una visione potente e profonda della scena. Il teatro, qui, non è solo una disciplina, ma la forma d’arte che le contiene tutte: parola, corpo, gesto, musica, immagine, relazione. È spazio simbolico e concreto, dove l’essere umano si racconta e si trasforma. Il laboratorio si sviluppa in tre anni, attraversando tutte le fasi del processo creativo: ascolto del testo, risonanze personali, scrittura drammaturgica, costruzione scenica, lavoro sul corpo e sulla voce, fino alla messa in scena collettiva. Si lavora sul personaggio come processo di verità, sull’azione come forma di consapevolezza, sulla scena come spazio di libertà. Ogni partecipante è accompagnato a costruire un linguaggio espressivo autentico, trasformando la propria esperienza in materia drammatica. Il triennio culmina in una performance finale, sintesi viva del percorso artistico ed esistenziale.

Moduli

Modulo A I anno: Il testo come specchio: ascolto emotivo e risonanze personali
Modulo B I anno: Dal testo alla scena: corpo, voce e interpretazione autentica

Modulo A II anno: Scrittura scenica a partire da sé: ricordi, immagini, emozioni
Modulo B II anno: Mettere in scena i propri testi: analisi e restituzione collettiva

Modulo A III anno: Scelte registiche e interpretative: dire o agire una scena
Modulo B III anno: Performance finale: sintesi del percorso e condivisione

Bibliografia
  • Robert McKee: Story. Contenuti, struttura, stile, principi per la sceneggiatura e per l’arte di scrivere storie (Omero Editore)
  • M. Chiara Signorini: Terapia Stanislavskij. Studio e sperimentazione sulla ricchezza del metodo in teatroterapia e counseling (Armando Editore)
A cura di

Leo Muscato

Regista teatrale e d’opera, drammaturgo, pedagogo della scena
Descrizione

“Ohne Musik wäre das Leben ein Irrtum.“ “Senza musica la vita sarebbe un errore” Friedrich Nietzsche

Il percorso si propone come un viaggio nell’arte dell’ascolto e dell’incontro.
La psicoanalisi diventa qui bussola e compagna, per affinare la capacità di accogliere l’altro – il paziente, ma anche l’essere umano che ci sta di fronte – con una presenza mentale più ampia, sensibile e autentica.
L’esperienza laboratoriale si muove tra teoria, pratica e riflessione personale, guidando i partecipanti a riconoscere le proprie risorse interiori e professionali, ad abitare l’ascolto come spazio di risonanza e trasformazione.

Il laboratorio si articola in tre moduli annuali, che segnano le tappe di un’evoluzione: dal primo ascolto al dialogo terapeutico, fino alla capacità di stare nel dolore e nella cura.

Moduli

I anno: Risonanza, silenzio, nascita dell’ascolto interiore

II anno: Empatia, reciprocità, presenza nell’incontro terapeutico

III anno: Dolore, cura, rinascita nella relazione terapeutica

Bibliografia
A cura di

Simona Katz Nirensztajn

Psicoanalista, musicoterapeuta, pianista

Il corso triennale

Un percorso per chi vuole fare dell’arte una cura e della cura un’arte.
Gestalt, Psicoanalisi, Creatività: OMANUT forma Art Counselor unici nel loro genere.

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Maestri della scena, dell’immaginario e della relazione: docenti che incarnano l’incontro tra arte e psiche, in un respiro internazionale e umano.

Cristina Barbuti Lonquich

Musicista, concertista, art counselor, arteterapeuta, formatrice AICo

Francesca Della Monica

Cantante, performer, ricercatrice della voce

Gloria Dorliguzzo

Coreografa, danzatrice, artista interdisciplinare

Fabrizio Efficace

Esperto di comunicazione e posizionamento digitale per professionisti

Simona Katz Nirensztajn

Psicoanalista, musicoterapeuta, pianista

Alexander Lonquich

Pianista, direttore d’orchestra, didatta internazionale

Tommaso Lonquich

Psicoanalista lacaniano, clarinettista, performer

Maria Cristina Manca

Antropologa, ricercatrice in contesti multiculturali

Marzia Maestri

Storica dell’arte, artista visiva, esperta di linguaggi crossmediali

Leo Muscato

Regista teatrale e d’opera, drammaturgo, pedagogo della scena

Silvio Perrella

Scrittore, poeta, saggista, voce radiofonica

Veronika Varotto

Gestalt counselor professional, formatrice, supervisore

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